Numero pagine: 194

ISBN: 979-12-81305-69-4

Data di uscita: 20/06/2025

Categoria

Dafna Vitale Ben Bassat

Sono Vittoria

Anni 40. Vittoria, donna di origini ebraiche, è costretta a scappare con il marito e i figli dalla sua patria nel Nord Italia per sopravvivere all’Olocausto. La fuga in Svizzera rappresenta un momento cruciale della storia in cui si alternano momenti di paura e disperazione a episodi di speranza e resilienza, attraverso i quali la protagonista affronta non solo il pericolo immediato della guerra, ma anche il senso di colpa per le scelte fatte per proteggere i propri figli.

FORMATO LIBRO: 12X19cm

(5 recensioni dei clienti)

16,00

Sono Vittoria

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Dafna Vitale Ben Bassat

Dafna Vitale Ben Bassat è una consulente di marketing e strategia aziendale. Vive in Israele col marito e tre figli, ma è profondamente legata alle sue radici italiane. Il suo libro è dedicato alla memoria di Eldad Vitale, figura di grande importanza nella sua vita, e a tutte le donne coraggiose che ogni giorno affrontano sfide con determinazione, resilienza e cuore

Descrizione

Dafna Vitale Ben Bassat è una consulente di marketing e strategia aziendale. Vive in Israele col marito e tre figli, ma è profondamente legata alle sue radici italiane. Il suo libro è dedicato alla memoria di Eldad Vitale, figura di grande importanza nella sua vita, e a tutte le donne coraggiose che ogni giorno affrontano sfide con determinazione, resilienza e cuore

5 recensioni per Sono Vittoria

  1. Valeria

    Sono Vittoria mi è piaciuto perché riesce a far dialogare memoria privata e storia collettiva. La prospettiva scelta, intima, familiare, concentrata su una donna e sul suo sguardo, richiama una tradizione narrativa in cui l’esperienza individuale diventa lente per leggere un’epoca.
    È un libro che non punta sul sensazionalismo: la scrittura è misurata e scorrevole e proprio per questo emotivamente credibile. Vittoria non è un’eroina “da romanzo”, ma una persona e questo rende la lettura autentica.
    Chi ama la narrativa della memoria e le biografie romanzate troverà qui un testo coinvolgente, capace di far riflettere sul passato senza trasformarlo in semplice ambientazione.


  2. Riccardo

    A volte capita di aprire un libro e sentire, già dalle prime pagine, che ha qualcosa da dirti. Con il romanzo di Dafna Vitale Ben Bassat ho avuto proprio questa sensazione: quella di entrare in una storia che parla sottovoce, ma arriva dritta dentro. Siamo negli anni ’40, nel pieno delle leggi razziali. Seguiamo Vittoria, una donna ebrea costretta a lasciare la sua casa nel Nord Italia per proteggere la sua famiglia dall’Olocausto. La fuga verso la Svizzera non è solo la speranza di salvezza, ma una corsa contro il tempo, la paura e l’impotenza. E mentre leggevo, avevo la sensazione di essere accanto a lei, di condividere il gelo del pericolo e il tremore di ogni scelta. Quello che mi ha colpito più di tutto è la capacità dell’autrice di raccontare il cuore nascosto della sopravvivenza: il senso di colpa, la domanda continua “sto facendo abbastanza?”, la forza immensa che nasce dall’amore per i propri figli. Ma tra le crepe della paura si infilano anche momenti di luce, gesti di umanità, frammenti di speranza, il coraggio di continuare anche quando non si è certi di farcela. La scrittura è intensa, rispettosa, mai morbosa. È come se l’autrice si avvicinasse al dolore con delicatezza, senza mai rubare voce ai suoi personaggi. E Vittoria… Vittoria è una protagonista che resta: fragile, vera, incredibilmente umana.

  3. Dino Ballerini

    Siamo a Vercelli, all’interno di una famiglia borghese ebrea, la famiglia stessa dell’autrice, che vive un’esistenza prospera e serena fino all’avvento del fascismo. In un primo momento il regime sembra tollerare la presenza degli ebrei, permettendo una parvenza di normalità; ma presto la storia prende una piega drammatica, con la progressiva introduzione delle leggi razziali che stravolgono radicalmente la quotidianità.

    La guerra irrompe come una deflagrazione improvvisa, sconvolgendo non solo la vita della famiglia Vitale ma anche l’intera comunità. Costretti a fuggire in Svizzera per salvare la propria vita, i protagonisti vedono sgretolarsi il mondo conosciuto: il dramma pubblico della guerra si riflette nelle sofferenze private di chi è costretto a lasciare casa, radici, identità, trasformando ogni esistenza in una lotta per la sopravvivenza.

    La guerra non è solo una grande tragedia collettiva, ma soprattutto una somma di innumerevoli piccole e grandi disgrazie personali, fatte di separazioni, perdite e ferite che restano aperte per sempre. In questo senso, la vicenda della sua famiglia diventa universale: un tassello che compone il mosaico della distruzione di un intero popolo.

    La mia riflessione conclusiva è amara e attuale. Le tragedie che hanno colpito gli ebrei durante la Shoah non appartengono solo al passato: genocidi, deportazioni, bambini innocenti uccisi continuano purtroppo a insanguinare la storia dell’umanità. Questo romanzo non è solo una memoria familiare, dunque, ma anche un monito vivo e necessario contro l’oblio e l’indifferenza.

  4. Glenda

    Figlia di Annetta, casalinga, e di Alfredo, proprietario di un negozio di tessuti, Vittoria vive con le due sorelle, il fratellino più piccolo e la zia Celeste.

    Secondogenita di quattro figli, conserva pochi ricordi della sua infanzia, se non le vie del quartiere e gli odori che le riempivano le giornate.

    Sarà proprio un profumo, un misto di sapone e sigaretta, a farle perdere la testa per Maurizio Vitale, figlio del proprietario di una rinomata fabbrica tessile di Biella. I due si innamorano e, poco dopo, si sposano.

    Dal loro amore nascono tre figli e, per un po’, la vita sembra regalare loro solo felicità. Ma negli anni ’40 l’eco della guerra si fa sempre più vicino, inarrestabile, e le loro origini ebraiche diventano una condanna. Sarà proprio per proteggere la loro famiglia che si troveranno costretti a compiere scelte strazianti, sospesi tra la paura e la speranza di riuscire a sopravvivere.

    Dafne Vitale Ben Bassat ci accompagna in un viaggio nella storia della sua famiglia, e in particolare di Vittoria, sua nonna: una donna determinata, coraggiosa e profondamente umana, capace di compiere scelte difficili.

    È una storia vera che cattura il cuore fin dalle prime pagine, grazie a una scrittura autentica, intensa e profondamente empatica.

    Un romanzo potente, capace di emozionare e commuovere.

  5. Matteo

    L’intenso ritratto di una famiglia ebrea italiana tra le due guerre mondiali, mostrando come la storia dei protagonisti s’intrecci con quella collettiva. I personaggi sono profondamente umani, ognuno con i propri sogni, paure, speranze. Mi ha colpito soprattutto il contesto: le donne ebraiche affrontano molte difficoltà durante il periodo fascista e le protagoniste si trovano a dover gestire le discriminazioni imposte dalle leggi razziali. Malgrado le restrizioni sociali, le donne della famiglia Vitale dimostrano una notevole capacità di adattamento e resistenza. La loro vita è segnata da sacrifici, ma anche da momenti di forza e determinazione.
    Nel complesso, il libro offre uno spaccato realistico della condizione femminile nel contesto storico del fascismo, evidenziando il contrasto tra i ruoli tradizionali e nuove forme di emancipazione.

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