Numero pagine: 344

ISBN: 9791281305076

Categoria

Marta Brioschi

La casa gialla

Mae Son-Jun è un autore di gialli franco-coreano di trentatré anni. Quando ne aveva solo quattro, la madre abbandona la famiglia a Seoul all’improvviso. Anni dopo, l’uomo ritrova per caso una foto che la ritrae da giovane di fronte ad una chiesa di Parigi; decide così di partire per l’Europa alla sua ricerca. Dalla Francia, le tracce raccolte lo conducono fino alla campagna toscana, dove il mistero del suo passato si intreccia con il destino di un’ altrettanto misteriosa famiglia.

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La casa gialla

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Marta Brioschi

Marta Brioschi, nata a Milano nel 1967, single di ritorno con tre figli. Vive a Bolzano con due cani e due gatti. Dopo il liceo classico, ha studiato economia e lingue straniere. Da sempre appassionata di libri, cinema e culture orientali. Ha viaggiato moltissimo, ultimamente soprattutto perché le due figlie vivono all’estero. Per diletto traduce dall’inglese i sottotitoli di serie TV asiatiche, che le hanno fornito l’ispirazione per il protagonista della sua opera.

Descrizione

Marta Brioschi, nata a Milano nel 1967, single di ritorno con tre figli. Vive a Bolzano con due cani e due gatti. Dopo il liceo classico, ha studiato economia e lingue straniere. Da sempre appassionata di libri, cinema e culture orientali. Ha viaggiato moltissimo, ultimamente soprattutto perché le due figlie vivono all’estero. Per diletto traduce dall’inglese i sottotitoli di serie TV asiatiche, che le hanno fornito l’ispirazione per il protagonista della sua opera.

4 recensioni per La casa gialla

  1. Baldi Barbara

    “Ti prego, Son-Jun, fammi un favore, smettila di fare il cretino e vattene.”

    “Sai una cosa? Ho più o meno odiato il mio nome coreano, ma quando lo pronunci tu, mi piace come suona. Prova a dirlo ancora”.

    Mae Son Jun è il nome  di un giovane franco-coreano scrittore di gialli, ma lui preferisce essere chiamato Jean.

    La pronuncia di questo nome, non a caso, richiama l’assonanza con le parole francesi “maison jaune” (Casa Gialla).

    Di aspetto più che piacevole, direi carismatico, chiunque lo incontra ne rimane affascinato.

    Appare come uno spirito ribelle, dal suo modo di portare i capelli, indossare abiti  e condurre la vita fuori dai canoni tradizionali della sua famiglia.

    Un giorno Jean trova una vecchia foto della madre della quale ha solo vaghi ricordi, essendo scomparsa improvvisamente quando lui aveva quattro anni. 

    Così si mette alla ricerca della donna con l’esuberanza dei suoi 33 anni.

    Questo viaggio lo condurrà prima in Francia, patria della madre, e poi seguendo nuovi indizi arriverà in Italia, in un B&B nell’entroterra toscano, gestito dalla famiglia Nocenti. Tra le mura della Villa delle Rose si celano segreti e intrighi che coinvolgono non solo i membri della famiglia.

    Un colpo di scena dietro l’altro e pagina dopo pagina, come nei migliori gialli, non si riesce a percepire la soluzione dell’enigma   fino alle ultime battute che confermeranno o negheranno le supposizioni del lettore. 

    Un romanzo giallo quindi che non tralascia però anche qualche nota romantica (nessuno riesce a rimanere indifferente a Son Jun, ma solo una persona farà breccia nel cuore di Jean).

    Note degne di nota

    La descrizione del personaggio è precisa, nelle caratteristiche fisiche e gestuali,  al modello che l’autrice si è proposta di seguire (chi conosce il cantante-attore coreano Jang Keun Suk vi riconosce bene le sue movenze, e chi non lo conoscesse è un giusto pretesto per curiosare sul web).

    Sono citate alcune parole tipiche del linguaggio coreano e oggetti caratteristici di questa cultura (scritte in una traduzione leggibile secondo la pronuncia inglese) che non hanno una traduzione occidentale equivalente. Per facilitare la comprensione la relativa spiegazione si trova in calce alla pagina.

    Per chi conosce le serie televisive asiatiche (drama) ritroverà in questo libro il ritmo che contraddistingue i capitoli. Infatti ogni capitolo termina lasciando la curiosità di sapere cosa accade nel successivo (così è avvenuto a me che ho letto tutto di un fiato). 

    La suddivisione in 16 capitoli rispecchia il numero medio di episodi  di un drama.

    Da tutto questo si evince che il romanzo mi è piaciuto?

    La Casa Gialla di Marta Brioschi è  stato per me come prendere una vacanza.  

    Invito chiunque a mettersi in viaggio con Jean.

  2. Mariacristina

    Storia intrigante e accattivante, scritto e descritto molto bene.
    Da lettrice accanita e a cui piace sentire il profumo della carta stampata, posso assicurare che poche volte ho letto un libro così ben scritto e scorrevole, che non vorresti mai chiuderlo per riposare gli occhi.
    Marta ha saputo trasferire su carta forti emozioni, dall’amore al crime in un attimo.
    E ,quando finisci un libro e non vedi l’ora di leggere il secondo vuol dire proprio che merita.
    Brava Marta….

  3. Laura

    Cercare disperatamente un contatto con la propria madre per capire con profondità il proprio stesso essere, comprenderne sogni e fragilità come chiave di lettura per accettare le proprie più intime irrequietudini. Non ricordare nulla del proprio passato, un abbandono della figura materna in tenera età, rileggere pieghe di memoria e coscienza fra pagine di un diario abbandonandosi a sconforto e disperazione, con la certezza di un non amore che scheggia un cuore già provato dalla mancanza, coincidenze che scavano in vissuti che traboccano solitudine, mestizia, semplice assenza.
    Il trentenne Mae Son-Jun, una passione per la scrittura di gialli in una volontà di ricongiungimento con la madre scomparsa che trascende il reale. Il casuale ritrovamento di una foto che la ritrae da giovane di fronte a una chiesa di Parigi, il viaggio in Francia con l’incontro con la bella Chantal, un’avventura per l’ Europa che lo porterà nella suggestiva Toscana in un B&B di cui proprietario è Vieri Nocenti, padre della giovane Angelica. Una famiglia che mai ha fatto parlare di sé, un intreccio di destini e vite in vittime di piani ben orditi e congegnati: misteriose morti in meno di una settimana, esistenze che – compenetrandosi – danno origine a spaccati turbolenti e ottenebranti, vissuti solcati dal mistero in cui un puzzle apparentemente confusionario sprigiona irrevocabilità e inesorabilità, l’amarezza di un idillio familiare distrutto per il raggiungimento di una verità scomoda e al contempo estremamente lucida, incandescente. Dettagli che inevitabilmente si incastrano in scorci di trascorsi in cui vivido e ricco di dettagli è il sogno, esistenze che si intrecciano con la volontà di chiarezza, ricordi fatui fra menzogna e brutalità, giovani anime spezzate dal destino e identità sospese in un tempo e spazio indefiniti e celati. Un amore coinvolgente e travolgente, gelosie e ripicche, tragedie che incombono su di sé senza diritto di replica, né di revoca alcuna.
    Con grande fluidità di stile, una trama intricata e al contempo bellissima, l’ autrice ci catapulta in un giallo dal ritmo impavido e accattivante, frammenti di storia che hanno come comun denominatore oblio e speranza, reminiscenze ricche di racconti che aiutano ad entrare in sintonia in altri e nuovi mondi accettandone sfumature e rischi, fino ed oltre i confini del proprio stesso universo.

  4. Muatyland.com

    La trama è originale e coinvolgente, con colpi di scena e suspense che tengono il lettore incollato alle pagine. I personaggi sono ben caratterizzati e le ambientazioni sono descritte in modo accurato e dettagliato. L’autrice, Marta Brioschi, ha un ottimo stile di scrittura, fluido e scorrevole. Il romanzo si legge molto facilmente e si divora in un batter d’occhio.

    Il romanzo, primo della serie gialla con protagonista un detective improvvisato, mi ha piacevolmente colpita. Non è il classico giallo poliziesco, né un romanzo rosa vero e proprio o una saga familiare, ma un mix perfetto di questi generi. La madre del protagonista ha un grande amore per i giochi di parole, che rendono tutto, compreso il titolo del romanzo, molto interessante e accattivante. Ho notato subito come il romanzo si leggesse da solo: la capacità di scrittura dell’autrice è notevole, talmente intrigante da far divorare il libro, nonostante la mole non sia esigua. In qualità di lettore, ero invogliato a leggerne ancora e ancora.

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