Descrizione
Irene Pila, classe 1992, è una creator e fotografa freelance. Dal 2019 viaggia come creator collaborando con brand come Sony, The North Face e Tudor. Due volte vincitrice del premio digitale ADUTEI, è sempre in cerca di nuove sfide, pratica apnea, surf, yoga e acrobatica. Kintsugi – L’arte imperfetta di tornare a casa è il suo primo libro





Greta –
Questo romanzo é uno di quelli che lo inizi con una consapevolezza e lo finisci con un’altra. Mi é piaciuto perché ho sentito lo crescita personale della scrittrice ma penso anche di essere cresciuta anche io leggendolo. Ed è una cosa che capita raramente oramai veramente una delle letture più belle dell’anno
Matteo –
Questo è senza dubbio uno di quei libri che non si leggono soltanto: si vivono. Irene racconta il suo percorso con una sincerità rara, una voce autentica che ti entra sotto pelle e ti fa sentire parte del viaggio. È un memoir che parla di cadute, amori sbagliati, burnout, rinascite e partenze che diventano ritorni.
Ha uno stile gradevolissimo: fluido, ironico, emotivo al punto giusto. Ti fa ridere, ti fa pensare, a volte ti fa male, ma sempre con delicatezza. Ogni capitolo è un tassello di un percorso di crescita personale che non ha la pretesa di insegnare, e proprio per questo ispira davvero.
Si percepisce la forza con cui l’autrice trasforma le sue crepe in oro, proprio come nel kintsugi, e pagina dopo pagina ti ritrovi a fare lo stesso con le tue. Ogni sua tappa contribuisce a costruire un messaggio potente e liberatorio.
Lo consiglio a chiunque si senta perso, a chi sta attraversando una fase difficile, o semplicemente a chi ha bisogno di ricordarsi che è possibile ripartire, sempre.